L’ACSM spenderà, con il nuovo appalto annuale, 276.000 € di smaltimento per conferire le scorie prodotte dalla Guzza, l’inceneritore dei rifiuti comaschi, alle miniere di salgemma in Germania.
Questo è ciò che stava scritto qualche giorno fa in un articolo su un giornale locale. Poi ho letto il resto delle dichiarazioni esplicite ed implicite del Presidente di ACSM sulla bontà dei nuovi filtri e sul modernissimo sistema di abbattimento delle emissioni e mi sono sentito preso per i fondelli.
Prima di tutto quel buontempone del “director” fa finta di vivere in un sistema universo dove non vale la “Legge fondamentale di conservazione della massa”.
In parole povere si dimentica di specificare che tutto quello che sfugge ai filtri finisce per aria, in una forma e dimensione assai più pericolosa di quando quelle stesse sostanze stavano dentro i sacchi neri in forma solida o liquida. Sì perché..., è bene ricordarlo, l’immondizia non sparisce se la bruci, si trasforma, ma non perde nemmeno un grammo della sua massa originaria. Aumenta in maniera spropositata di volume, questo sì, vaporizza, diventando un “catramoso” aerosol che si porta dietro il suo carico velenoso di sostanze nocive.
Qualcuno dirà, “daccordo, qualcosa da quel camino uscirà pure, ma quanto mai sarà?... e i filtri, che ci stanno a fare allora?”
Fanno quello che possono, fermando solo la parte più grossolana del materiale trattato, quella costituita dalle scorie solide e dalle polveri fino a 0.1 micron, che, insieme all’umidità contenuta nel rifiuto urbano, costituiscono non più del 20-25% del totale bruciato. Il resto, pari almeno al 75%, la parte più piccola, infinitesima delle polveri, quella che è talmente miscoscopica che non la vedi, passa, e va a farsi respirare liberamente dai nostri polmoni, ma siccome è davvero troppo piccola non si ferma nei bronchi e finisce direttamente nel sangue penetrando nelle cellule, i mattoncini del nostro corpo. In più ricade sul terreno con la pioggia e finisce nella catena alimentare attraverso il cibo e l’acqua. Il residuo gassoso degli inceneritori quindi, ce lo respiriamo, ce lo beviamo e ce lo mangiamo e così, con buona pace del presidente di ACSM, il ciclo dei rifiuti si chiude.
Ma di preciso cosa va per aria? Come dice l’articolo stesso nel sacco nero finisce un po’ di tutto, complice l’irresponsabilità dei cittadini, e quindi i rifiuti possono contere materiali che una volta ossidati rilasciano eluato, antimonio, cadmio, mercurio, nichel, piombo, selenio, stagno, tallio, vanadio, pesticidi, idrocarburi, benzopirene, solventi aromatici, fluorene o loro ricombinazioni favorite dagli 800 gradi centigradi sprigionati nella camera di combustione.
Allora forse e meglio che ce lo dicano chiaro che dobbiamo respirare schifezze per illuderci di eliminare i rifiuti, perchè, come dice il “The President” of ACSM “non si può fare a meno di produrre rifiuti” e in qualche modo dobbiamo pur toglierceli da sotto il naso.
...Anche qui non ce la dicono proprio "tutta". Esistono realtà in Italia e all’estero dove, attraverso un vasto programma di sensibilizzazione dei produttori e dei consumatori, hanno spinto le collettività a utilizzare molti meno imballaggi, a differenziare meglio, arrivando a recuperare fino al 95% di quanto consumato. La chiamano, ...sono dei pazzi ovviamente, strategia Rifiuti Zero, e sono talmente suonati che riescono pure ad attuarla a costi contenuti.
Noi invece la differenziata ce la paghiamo profumatamente e poi la plastica raccolta diligentemente nei sacchi viola, invece di essere rigenerata, finisce alla Guzza ad alimentare il forno.
Già, ...perchè senza il potere calorifico dei polimeri gli 800 gradi centigradi nella camera di combustione te li scordi e se non stai sopra quel delta di temperatura dalla fumarola sputi diossina in quantità industriale.
E poi il nostro caro “impianto comasco” non è mica solo un forno inceneritore, è anche un signor coogeneratore che deve produrre elettricità e calore per remunerare i soci azionisti. Più elettricità ...che calore, per la verità, perchè la corrente, con le turbine collegate al termovalorizzatore, te la pagano bene, invece il teleriscaldamento ha una resa inferiore in termini di ritorno economico e quindi, per non far raffreddare l’acqua dei comaschi, i geni della s.p.a. dei rifiuti, hanno pensato bene di utilizzare una bella caldaiona... a nafta.
Bhé, meglio una grossa e moderna che tante piccole e magari pure vecchiotte e malandate, ...una bella consolazione, eppoi la nafta da riscaldamento oggi costa poco e gli azionisti così risparmiano.
Uhmm, ...sta a vedere che devo respirare immondizia per remunerare a dovere i pacchetti azionari dell’ACSM...
domenica 4 aprile 2010
Incenerimento e rifiuti, ...l’altra faccia della medaglia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)











0 commenti:
Posta un commento